La Riforma che Vogliamo!

logo AE.JPGIl Coordinamento Regionale di Alleanza Etica per la Sicilia, ritiene solo parzialmente soddisfacente il decreto con il quale il Ministro dell’Istruzione Gelmini, ha intrapreso una serie di iniziative per il diritto allo studio, il reclutamento del personale e l’efficienza del sistema universitario; crediamo che i finanziamenti alle università più efficienti e a chi elimina corsi e sedi distaccate inutili, il blocco delle assunzioni negli atenei in deficit di bilancio, i fondi in base al merito ed alla razionalizzazione della spesa, la nuova formula dei concorsi che colpisce la “parentocrazia accademica”, il ripensamento del blocco del turn over e l’eventuale stanziamento per borse di studio e case dello studente, siano tutti provvedimenti accettabili ma non esaustivi, perché all’Università Italiana serve una profonda rivoluzione, che metta al centro di essa una buona filosofia dell’Istruzione, non asservita al potere delle lobbies ma figlia della Bellezza della Conoscenza.

In base a ciò proponiamo:

·         La valutazione periodica della produzione scientifica di ogni singolo docente, indipendentemente dal ruolo ricoperto, e di ogni Dipartimento universitario. Tale valutazione, secondo criteri specificamente individuati per ogni ambito disciplinare e quanto più oggettivi possibili (al fine di rimuovere ogni condizione di “ricattabilità” del singolo docente/ricercatore e salvaguardarne l’autonomia) deve richiamarsi, per tutti gli ambiti che lo consentono, a parametri internazionalmente riconosciuti. In ogni caso la valutazione dovrà tenere conto del rapporto tra la produzione scientifica e le risorse utilizzate e disponibili, in considerazione delle diverse opportunità offerte a ricercatori inseriti in gruppi di ricerca con differenti possibilità di accesso a finanziamenti pubblici o privati;

·         La valutazione dell’attività didattica svolta dai docenti, fondata in maniera significativa sui giudizi espressi dagli studenti e sulla base di una più precisa definizione dei doveri didattici e di un rigoroso controllo del loro rispetto;

·         L’utilizzo, quale elemento centrale, delle risultanze delle valutazioni della ricerca per il reclutamento, e della ricerca e della didattica per gli avanzamenti di carriera, la definizione della retribuzione, l’eleggibilità alle cariche apicali (Direttore di Dipartimento, Presidente di CCS, Preside, Rettore), l’attribuzione di fondi per la ricerca, la partecipazione a commissioni di concorso;

·         La revisione della distinzione tra tempo pieno e tempo definito, con introduzione di idonei meccanismi che assicurino l’assenza di conflitti di interesse con le Università di appartenenza e che prevedano la corresponsione alle stesse di una quota significativa dei proventi delle attività professionali svolte da docenti;

·         La valutazione della qualità dei servizi offerti dal personale tecnico-amministrativo e dalle amministrazioni centrali dell’Università, fondata anche in modo significativo sulle valutazioni dei fruitori degli stessi servizi, al fine della distribuzione delle incentivazioni;

·         La revisione del sistema del finanziamento della ricerca che preveda un adeguato conferimento diretto di risorse a favore dei giovani ricercatori (in particolare degli assegnisti di ricerca) e la valutazione della produttività del singolo docente, tenendo in considerazione il rapporto tra le risorse utilizzate ed i risultati conseguiti;

·         Un maggiore controllo sui percorsi formativi e sull’internazionalizzazione del Dottorato di Ricerca, impedendo tassativamente l’impiego dei dottorandi di ricerca in attività diverse da quella della formazione avanzata (in particolare, esami e tutoraggio degli studenti) ed eliminando, nel quadro di un maggiore impegno finanziario verso la formazione alla ricerca, la previsione di posti di Dottorato non coperti da borsa;

·         L’introduzione di un congruo sistema di borse di studio volte a consentire ed incentivare il diritto allo studio dei meno abbienti meritevoli, affiancandolo ad un nuovo piano di edilizia universitaria finalizzato alla creazione di posti letto offerti agli studenti a prezzi calmierati;

·         La necessità di aumentare significativamente le risorse per il reclutamento di personale a tempo indeterminato, sostituzione delle molteplici forme contrattuali che caratterizzano il personale non di ruolo (assegni di ricerca, contratti, etc.) con una figura unica, sul modello del ricercatore a tempo determinato, che possa godere di retribuzione e trattamento previdenziale ed assistenziale analoghi a quelli dei Ricercatori e che garantisca la continuità del percorso di formazione dei giovani ricercatori, la loro libertà di ricerca, l’accesso autonomo ai fondi di finanziamento e la rappresentanza attiva e passiva negli Organi Istituzionali universitari;

·         Il completamento della riforma del comparto AFAM, che consenta il rilascio dei titoli di studio di Laurea Triennale e Laurea Magistrale a ciclo unico e l’attivazione del terzo livello di studi, con l’istituzione dei Dottorati di Ricerca e degli assegni post-Dottorato. Introduzione di un limite massimo della contribuzione degli studenti del comparto AFAM alla copertura del costo dei servizi offerti dagli Istituti di Alta Cultura statali, secondo un aliquota (comunque non superiore al 20%, come per gli Atenei) del finanziamento ordinario annuale.

La Riforma che Vogliamo!ultima modifica: 2008-11-30T00:15:00+01:00da cyrus1979
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