Formigoni traccia una via!

Pubblichiamo l’intervista rilasciata da Roberto Formigoni all’Europeo

 

 

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 di Marco Damilano

Il successo al congresso rafforza il governatore. Che lancia la sua sfida: la Lega va tenuta a bada; Fini è una minoranza; il Pdl non è una società per azioni. Il referendum elettorale non è un tabù. Colloquio con Roberto Formigoni

 

La chiusura del 1° Congresso Nazionale del Popolo della Libertà L’ho detto al mio amico Renato Brunetta: sei un imbroglione, il più applaudito sono stato io… Roberto Formigoni ha festeggiato il 30 marzo i suoi 62 anni gasato dal successo personale di fronte ai delegati del Popolo della libertà. Un’ovazione quando ha attaccato i dirigenti che non si fanno mai vedere dai loro elettori: Formigoni batte i Berlus-cloni. “Nel partito il mio compito è dire verità scomode”, ripete il governatore della Lombardia che prepara il futuro nazionale. “Fini? Sulle questioni etiche è minoranza. Anzi, è una piccola minoranza”. La Lega: “Serve schiena dritta e qualche simpatico scappellotto”.

 

Sicuro che il Cavaliere abbia gradito?


“Io ragiono sul passo avanti che il Pdl deve fare. Abbiamo un grande leader, il migliore che ci sia. Abbiamo il radicamento elettorale e la collocazione internazionale nel Ppe. Cosa ci manca? La militanza. Dobbiamo metterci tutti in gioco. Un partito non è una società per azioni in cui si comprano le quote, in un partito si conta se hai una base che ti vota. Prendiamo i leghisti: per loro i weekend non esistono, stanno in giro per paesini, banchetti, gazebo. Io dico: chapeau. Tra i nostri solo alcuni fanno così. E invece va bene la tv, ma poi la gente vuole guardarti in faccia”.

 

Vuole rovinare i fine settimana ai compagni di partito?

“Voglio che gli iscritti, i più appassionati alla politica, possano contare. Mi stanno bene i circoli telematici, ma io invoco le sezioni, se non quartiere per quartiere, città per città. Dopo le regionali del 2010 si devono fare i congressi locali, a tutti i livelli. E voglio che gli elettori tornino a poter scegliere non solo il premier, la coalizione, il partito, ma anche il loro deputato e senatore. È l’Abc della democrazia”.

 

Ma l’attuale legge elettorale, il Porcellum, l’ha fatta il governo Berlusconi nel 2006.

“È stata una legge fatta in fretta. E quando parlo di preferenze penso che una quota di lista bloccata vada mantenuta per l’intellettuale o il personaggio dell’economia che onora la lista che lo candida. La legge migliore è quella attuale, ma solo con un 20 per cento di posti riservati. Il restante 80 per cento dei candidati deve conquistarsi il voto. La nostra gente lo chiede”.

Barbara Matera, l’ex ‘letteronza’ tv, sarà candidata da Berlusconi alle Europee. In che quota la mette: intellettuali o economia?

“Alle Europee ci sono le preferenze, dovrà sudare molto per essere eletta. Se fosse stata candidata in una lista bloccata avrei detto come la penso”.

 

L’occasione per cambiare il Porcellum è a portata di mano: il referendum. Berlusconi non si esprime, Fini vorrebbe farlo insieme alle Europee. E lei?

“Io dico: ragioniamoci. Il referendum non è il bau bau, va nella direzione nostra, quella di cui abbiamo parlato al congresso, spinge il sistema politico verso il bipartitismo. So bene che la Lega ha una posizione diversa. Ma questo non può impedirci di parlarne, tanto più che anche se raggiungessimo il 51 per cento vogliamo continuare l’alleanza con la Lega. È legittimo discuterne tra noi, all’interno del Pdl, e poi confrontarci con i nostri alleati”.

 

Lei ha attaccato la Lega anche al congresso: vi preparate a scaricarla?

“Sono gli alleati più preziosi. In Lombardia lavoriamo molto bene da tempo. Ma a livello nazionale, come ha detto anche Berlusconi, ci vogliono imporre le ronde, le quote latte, i medici che non possono soccorrere i clandestini. La gente da noi vuole più collaborazione, va bene la competizione, ma nella lealtà. Lo ripeto anche ai miei: schiena dritta, ragazzi. Troppe volte la Lega alza la voce e noi sopportiamo per amore di coalizione. I leghisti sono buoni e cari, ma ogni tanto si meritano un simpatico scappellotto”.

In Lombardia sull’Expo 2015 il Pdl che domina la regione è molto diverso da quello visto a Roma: è immobile e diviso.
“È il nostro principale rischio. Sederci sugli allori. In Lombardia esistono due Expo. Quella delle infrastrutture, gestita dal tavolo Lombardia, marcia a pieno ritmo. Abbiamo già aperto i cantieri: la Bre-be-mi, la Pedemontana, la tangenziale esterna di Milano, arriveranno in conclusione entro il 2014. La metà del sogno Expo che spetta alla Regione si sta già realizzando. L’altra metà, è vero, è bloccata…”.

 

Formigoni cammina, la Moratti e Tremonti no?

“Questa è una sua affermazione. Io dico che abbiamo perso un anno per impuntature e personalismi che tutti conoscono. Il 9 aprile ci sarà il via al nuovo cda della SoGe. Non dobbiamo più perdere un minuto. Dobbiamo inventare un avvenimento che emozioni per portare il mondo a Milano”.

In Lombardia è stato arrestato di nuovo Mario Chiesa, l’uomo simbolo di Tangentopoli. Ed è stato condannato il suo ex collaboratore Mazarino De Petro nel processo Oil for Food per corruzione. Nella regione vetrina c’è la questione morale?
“Sono due casi completamente diversi. L’arresto di Chiesa 17 anni dopo Mani pulite fa riflettere, anche se l’indagine è appena iniziata. Su De Petro la condanna è minima e c’è l’appello. Sono convinto che ne uscirà prosciolto”.

L’Italia sembra avviata a diventare una grande Lombardia, con un partito egemone. Come si governa senza opposizione?
“Non si fa politica per sconfiggere l’avversario, ma per dare risposte anche a chi non ti ha votato. Per questo mi auguro che la sinistra possa riprendersi. Veltroni mi aveva fatto sperare, quando ha detto di voler abbandonare l’anti-berlusconismo e l’estremismo, poi è tornato al passato”.

 

E il Pd di Franceschini?

“Non è colpa sua, è lì da poco tempo. Ma questo Pd non ha né capo né coda”.

 

Casini tornerà con il centrodestra?

“Spero che entri nel Pdl. Siamo d’accordo su quasi tutto, in Europa siamo nel Ppe. Ora serve un gesto di libertà e di umiltà”.

 

Che pensa della laicità della politica difesa da Fini nel Pdl?

“La parte del discorso di Gianfranco sul testamento biologico non mi è piaciuta e glielo ho detto. Quella approvata dal Senato è una buona legge. Su questo punto Fini è una minoranza nel Pdl. Anzi, una piccola minoranza”.

Vuole un partito dove contano solo i cattolici? Bel pluralismo.

“Il pluralismo è rispettato. I senatori che hanno votato il testamento biologico non sono tutti cattolici, ci sono i laici, gli ex socialisti. E i valori che difendiamo sono alla base della cultura occidentale, quelli del giuramento di Ippocrate: non dare il veleno al malato neanche se lo chiede”.

 

Nel Pdl il non detto è Berlusconi al Quirinale. Come si sceglierà il suo successore?

“Berlusconi non si è auto-incoronato, lo ha incoronato il popolo. Quando dovesse passare ad altro, in quel posto che ora è degnamente occupato, sceglieremo un leader che non potrà essere indicato dall’alto. Con le primarie o con un metodo che metta il nostro popolo in condizione di scegliere”.

 

I giovani Alfano, Fitto, Gelmini, hanno le carte in regola per partecipare alla gara?

“Nel governo stanno facendo bene. Sono venuti all’incontro di Rete Italia che ho organizzato con altri amici a Riva del Garda. C’è gloria per tutti”.

 

Si candiderà alle Europee?

“Correrà solo Berlusconi. Io mi sarei candidato volentieri. Avrei voluto che lo facessero anche i ministri e non solo, anche i presidenti della Camera e del Senato. Sarebbe stato un bel bagno di democrazia”.

 

Lei contro Fini con le preferenze? Sarebbe stato un bel bagno di sangue, l’anticipo della corsa per il dopo-Berlusconi.
“Sarebbe stato un indicatore chiarissimo dei gusti del nostro popolo. La democrazia è fatta così”.
(06 aprile 2009)

Formigoni traccia una via!ultima modifica: 2009-04-20T21:59:00+00:00da cyrus1979
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